il Profumo del Mare
Il profumo del mare può essere definito un romanzo “storico-generazionale”. E’ un “viaggio nel tempo e nello spazio” da un’epoca all’altra, da una zona all’altra: dagli anni novanta al cruciale e mitico Sessantotto; dall’aspro territorio della Calabria pieno di stridenti contrasti che confondono pensieri ed emozioni a quello vario, capace di incantare in ogni sua mutevole espressione, della Toscana. .
La peculiarità di questo lavoro è aver portato su un piano narrativo - con un linguaggio letterario fluido e comunicativo - una conoscenza storica, in una via già aperta da autori noti sia del passato che contemporanei
Tramite uno spaccato di vita quotidiana che interessa ed ha interessato circa la metà dei giovani italiani, una "microstoria" si intreccia con temi e problemi della nostra società, con credenze e valori, con una contrapposizione di due mondi diversi, dei loro paesaggi e delle diverse impressioni che essi suscitano, della loro cultura, con un periodo cruciale del nostro tempo - il Sessantotto (o meglio quanto è stato Alle origini del Sessantotto....)- che, forse per la prima volta, è trattato in un romanzo da chi non l'ha vissuto personalmente, ma ha potuto conoscerlo attraverso un'esperienza di studio approfondito e può quindi osservarlo con lo sguardo critico di chi lo ha ereditato e rielaborato negli anni '80-'90, proprio come il protagonista.
Un evento che si sviluppa con l’introduzione di problematiche di quegli anni, con una fedele rappresentazione della realtà storica operata sia attraverso la trattazione di fatti realmente accaduti, sia con l’utilizzo di una documentazione oggettiva (citazioni da articoli di giornali, di slogan e cori del tempo). Nell’ambito di questa ricostruzione storica ambientata nella città di Pisa sono però le dinamiche legate alla protesta studentesca a dominare, ossia i rapporti di amicizia, ma non solo, nati al suo interno insieme agli ideali, i timori, le consapevolezze, le contraddizioni che costituiscono il cuore propulsore della lotta.
Una lotta che, rimasta impressa nell’immaginario giovanile, si ripropone nel tempo, animando quello spirito proprio della giovinezza quando l’autenticità dei sentimenti è ancora integra e si manifesta in una voglia di fare, di dire, di esserci. Lo spirito giovanile si esprime nel romanzo attraverso i personaggi – uomini e donne ugualmente protagonisti degli eventi - i loro sogni, i loro problemi, i loro pensieri e le vicende in cui si muovono.
Nel sognante e fantastico viaggio di Salvatore è la forza delle idee ad imporsi, sono le emozioni, le sensazioni a colorare le pagine di un libro che non ha una fine chiara e determinata, lasciando il lettore in un attimo sospeso nel tempo e nello spazio, affidando all’immaginazione quel potere che uno slogan del Sessantotto le riconosceva, a percezioni personali, esternazioni affettuose, il senso di una vicenda che comincia in un’aria impregnata dall’umidità portata dallo scirocco, davanti ad un mare tinto di grigio, mentre nell’infinito, etereo spazio sovrastante la città si enuncia una logorante lotta tra i raggi del sole e le grigie nuvole che barrano loro la strada, lasciando filtrare, a piccoli sprazzi, solo una tenue, debole luce.........
Ultimo aggiornamento ( Domenica 02 Maggio 2010 17:11 )